Firma la Petizione sulla Scuola

19 04 2009

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A Pescia si parla di Scuola

2 12 2008

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Ce l’abbiamo fatta (per ora)!

2 11 2008

Università, stop del governo “Prima calmiamo le acque”

Tratto da Repubblica

di CLAUDIO TITO

Mariastella Gelmini

Università, stop del governo "Prima calmiamo le acque"

ROMA - “Il clima è troppo acceso. Adesso dobbiamo andare avanti con un po’ più di calma”. Silvio Berlusconi accende il semaforo rosso. La riforma dell’università deve attendere. Maria Stella Gelmini lascerà per un po’ nel cassetto il suo “piano” per gli atenei.

Le manifestazioni di questa settimana, insomma, un effetto l’hanno avuto. E il Cavaliere non vuole correre rischi. Non ha alcuna intenzione di incendiare la piazza. Soprattutto in una fase in cui le proteste di studenti e professori sembrano sempre più intersecarsi con le difficoltà della crisi economica. “Ora – è quindi la scelta del presidente del Consiglio – andiamo avanti con un po’ di calma”.

Il secondo passo studiato dal governo per ristrutturare l’Istruzione pubblica, dunque, verrà rallentato. Il provvedimento – stavano esaminando pure l’opzione di un nuovo decreto – era previsto per la prossima settimana, ma i tempi si allungheranno. Di un bel po’. Eppure solo quattro giorni fa l’intervento era stato annunciato con tutti i crismi dell’ufficialità dallo stesso ministro dell’Istruzione. “Entro una settimana presenterò il piano sull’università”, aveva scandito dopo il sì del Senato alla sua riforma scolastica. Del resto, pure il Cavaliere fino a qualche giorno fa sfidava tutti gli scettici, compresi quelli del centrodestra, ripetendo: “E ora tocca all’università” [...]





Un camion carico di spranghe

30 10 2008

Tratto da Repupplica
di CURZIO MALTESE

Un camion carico di spranghe e in piazza Navona è stato il caosGli scontri di ieri a Roma

AVEVA l’aria di una mattina tranquilla nel centro di Roma. Nulla a che vedere con gli anni Settanta. Negozi aperti, comitive di turisti, il mercatino di Campo dè Fiori colmo di gente. Certo, c’era la manifestazione degli studenti a bloccare il traffico. “Ma ormai siamo abituati, va avanti da due settimane” sospira un vigile. Alle 11 si sentono le urla, in pochi minuti un’onda di ragazzini in fuga da Piazza Navona invade le bancarelle di Campo dè Fiori. Sono piccoli, quattordici anni al massimo, spaventati, paonazzi.

Davanti al Senato è partita la prima carica degli studenti di destra. Sono arrivati con un camion carico di spranghe e bastoni, misteriosamente ignorato dai cordoni di polizia. Si sono messi alla testa del corteo, menando cinghiate e bastonate intorno. Circondano un ragazzino di tredici o quattordici anni e lo riempiono di mazzate. La polizia, a due passi, non si muove. [...]





Iniziativa a Monsummano

28 10 2008





Salviamo l’ Università!!!!

26 10 2008





Vendesi università pubblica

13 10 2008

I contenuti della legge 133 che riguardano l’ università hanno suscitato grande indignazione negli ambienti universitari: tagli indiscriminati al fondo di finanziamento ordinario e alla ricerca, rallentamento del turnover al 20 per cento e stop alla stabilizzazione dei precari. In questi giorni sono in corso una serie di proteste contro la legge 133 da parte dei collettivi studenteschi ed interi atenei, come l’ Università di Torino che sta andando verso il blocco dell’ inaugurazione dell’ anno accademico in segno di protesta contro i contenuti della legge 133 che riguardano l’ università.

A Pisa la situazione non è delle migliori: tremila in piazza Cavalieri in un’ assemblea di studenti e lavoratori dell’ università. Striscioni sui ponti dell’ Arno a Firenze: «Vendesi università pubblica», lezioni bloccate al polo scientifico di Sesto, occupazione alla facoltà di Agraria. L’ università esce dalle aule, entra nei centri storici, porta la protesta contro i tagli ai finanziamenti, il blocco del turnover, la possibilità di trasformare gli atenei in fondazioni di diritto privato, nelle strade, nelle piazze. A guidare le manifestazioni i collettivi e gli Studenti di Sinistra, i precari e i ricercatori che chiamano a raccolta anche chi lavora nei centri di ricerca, dall’ Infn al Cnr.





IL FASCINO DELLA DIVISA

4 07 2008

E’ notizia fresca di questi giorni che il Ministro dell’Istruzione Gelmini abbia dato parere favorevole ad un ritorno del grembiule nelle aule scolastiche, giustificando la scelta come un modo per ristabilire la disciplina e il rispetto nelle scuole. Dal mio punto di vista la soluzione non è certamente adeguata: ben altre, infatti, sarebbero le azioni da intraprendere per restituire dignità alla scuola italiana. Innanzitutto valorizzare l’istituzione scolastica non prescinde dal riconoscimento dell’importanza che ha il personale che ci lavora, in primis il corpo insegnante. Una maggiore considerazione da parte dello Stato rafforzerebbe l’autostima dei professori e la consapevolezza del valore del proprio ruolo di educatori. Dare maggiori risorse economiche a questa categoria potrebbe inoltre spingere molti giovani laureati a intraprendere questo lavoro piuttosto che cercare gloria nei paesi esteri laddove ai docenti è riconosciuto il giusto merito.

Il governo invece risponde resuscitando la memoria passata, cercando di smuovere la nostalgia delle persone più anziane: un’operazione di facciata che difficilmente porterà la nostra scuola fuori dalla crisi che la stringe in questi tempi.

Gregorio Vettori