Contemporaneamente allo scroscio di fischi che Veltroni ha ricevuto al congresso dei Socialisti, tenutosi a Montecatini, a Roma veniva illustrata e proposta l’area “A Sinistra del PD”. Una laboratorio politico-culturale aperto, plurale e laico, con cui far nascere nuove idee per il Partito Democratico.
Ho sempre ritenuto importante costruire e mantenere un saldo dialogo con la sinistra, considerata la sua uscita di scena dopo le ultime elezioni. Adesso, passata la fase di assestamento post-elettorale, è indispensabile riallacciare i contatti con una parte politica priva di rappresentanza in parlamento, ma anche per continuare ad allargare e rafforzare il più grande soggetto politico riformista presente oggi in Italia. Sarebbe sbagliato farsi scappare l’ opportunità di creare un centro sinistra unito e compatto.
La strada maestra da seguire è stata tracciata, il PD deve farsi carico delle aspettative dell’elettorato di sinistra, entrando nei luoghi di lavoro e nelle periferie con una presenza costante e costruttiva. Che lo vogliamo o no, adesso siamo l’unica forza di centro sinistra con una rappresentanza in parlamento e spetta a noi farci carico anche delle questioni della sinistra, prima che lo faccia qualcun altro. Con Il PD è nato non solo un partito ma una speranza di cambiamento.
Davide Petrini
Condivido in pieno!! Dobbiamo recuperare un rapporto con una sinistra plurale che si definisca finalmente riformista e di governo. Però dobbiamo capire che le praterie del centro per noi si sono trasformate in deserto e se continuiamo così rischiamo di perdere buona parte dell’elettorato per 2 motivi: l”effetto voto utile della sinistra per noi è scomparso e poi ci sta rosicchiando voti Di Pietro (buona parte della nostra base è ancora attaccata all’anti-berlusconismo).
Il percorso non facile è quello di fare sintesi tra una posizione anti-berlusconiana e una più intenta a riformare il nostro paese.
Credo che ogni area politico-culturale, interna al PD, non possa che rappresentare una ricchezza. Allo stesso tempo vedo di buon occhio, come diceva Davide, il fatto che Veltroni dialoghi con le forze riformiste di sinistra. Questo dialogo potrà, in futuro, portare a nuove alleanze, però auspico, fortemente, che non si dia vita ad una nuova Unione, che comprenda questa volta dai centristi dell’Udc ai comunisti italiani di Diliberto.
Cetamente che non si può ricreare l’Unione del 2006!!! Infatti parlo di recuperare un rapporto con la sinstra che si definisce RIFORMISTA E DI GOVERNO…vedi Sinistra Democratica, Vendola (governatore della Puglia), Verdi e una piccolissima parte del PDCI.
La ” morte ” politica della sinistra non potrà che portare ad una rinascita della stessa, ho come il sentore che il Pd sia un ennesimo partito di transizione e che la svolta possibile in risposta alla degenerazioni della globalizzazione e del fallimento di un sistema di capitalismo eccessivamente liberale sia solo una : una social democrazia che guidi il mercato e che si faccia carico di intervenire nei settori strategici e nei beni di prima necessità.
Cosa sentono le mie orecchie!!! Finalmente qualcuno che parla di Socialdemocrazia come cultura politica capace di regolamentare il mercato in un senso di maggiore giustizia sociale e di eguaglianza (nelle opportunità no nei fini) e di superamento di forme di forte flessibilità nel campo del lavoro.
Grazie Andrea, mi hai fatto un po’ respirare.