Panino al Petrolio
A scuola ciinsegnano che se i prezzi aumentano i consumi calano. Ci insegnano poi che ci sono prodotti, tipo la benzina, la cui domanda è anelastica, ovvero scende molto poco all’aumento dei prezzi. Ma sono ben pochi quelli che possono immaginare che ad un elevato e costante aumento del prezzo della benzina si possa assistere a un maggior consumo. Il problema del caro benzina, con cui giornalmente dobbiamo fare i conti, risiede nel elevato prezzo del petrolio, da cui la nostra economia dipende fortemente.
Ad ogni nuova valutazione dell’oro nero, gli acquisti delle famiglie italiane registrano delle sostanziali frenate, dovute all’inarrestabile spirale dei rincari. Prendendo come riferimento i beni di prima necessita come quelli alimentari (fortemente dipendenti dalla quotazione del greggio), si nota come nel mese di giugno 2008, l’indice dei prezzi alla produzione dei prodotti agricoli ha registrato un aumento del 4,5%, rispetto a maggio e del 19,1% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. La situazione oltre ad essere critica per chi compra, è ancora peggio per chi vende. Gli ultimi dati della Confederazione Toscana Agricoltori, descrivono l’agricoltura nella nostra regione come un “malato abbastanza grave”. Sono molti i problemi che si trovano quotidianamente a fronteggiare le aziende agricole toscane: dalla minore possibilità di acquisto delle famiglie, agli elevati costi di produzione degli agricoltori, a cominciare dal gasolio che ha avuto aumenti considerevoli. I redditi degli agricoltori toscani sono in picchiata: dal 2000 al 2008 il reddito di ogni agricoltore è diminuito del 18,2%, mentre quello dei colleghi europei è aumentato del 16,2 pur avendo a che fare con le stesse politiche comunitarie.
È chiaro che la situazione non può andare avanti in questo modo. Occorre svincolarci dalla morsa del caro petrolio. E’ necessario trovare valide alternative ai combustibili fossili, da utilizzare oltre che in agricoltura e in tutto il comparto industriale anche per la produzione di energia elettrica. Molti giovani ricercatori stanno portando avanti da anni, senza ricevere la giusta attenzione, studi sui biocombustibili, ma i fondi per la ricerca languono e i risultati stentano ad arrivare. È indispensabile soppiantare il ruolo che il greggio ha nei vari settori produttivi, incentivando la ricerca e il lavoro di molti giovani ricercatori che si impegnano in questo campo.
Per comprendere la dimensione della questione: per 1Kg di farina occorrono 22g di petrolio. Da 1Kg di farina si ricava 1.25Kg di pane. Il consumo procapite/annuo in Italia di pane è di 100Kg, cioè 80Kg di farina a persona, pari a 1 kg e 760 g di petrolio procapite/annuo; che moltiplicati per l’intera popolazione italiana danno 105 milioni di kg di petrolio in un solo anno.
Davide Petrini
Add comment Agosto 7, 2008
Olimpiadi e diritti umani
Con le Olimpiadi alle porte, è il momento di valutare i progressi fatti dalle autorità cinesi in tema di diritti umani, in linea con gli impegni da loro assunti nel 2001, quando Pechino fu scelta dal Comitato olimpico internazionale (Cio) per ospitare i Giochi.
Purtroppo, dall’ultimo rapporto Conto alla rovescia verso le Olimpiadi, pubblicato da Amnesty International il 1° aprile 2008, non sono stati fatti passi avanti, anzi la situazione dei diritti umani ha fatto registrare un deterioramento. A meno che le autorità non cambino rapidamente direzione, l’eredità delle Olimpiadi di Pechino non sarà positiva per i diritti umani in Cina.
Nel marzo 2004, le autorità cinesi emendarono la Costituzione inserendo la frase “Lo Stato rispetta e
protegge i diritti umani”. Sebbene i diritti umani comprendessero una vasta gamma di aspetti, Amnesty
International iniziò a verificare con particolare attenzione l’atteggiamento del governo cinese su
quattro aree più direttamente connesse alla preparazione delle Olimpiadi e ai principi fondamentali
della Carta olimpica: l’uso della pena di morte; la forma illegale della detenzione amministrativa; la
detenzione arbitraria, l’imprigionamento, il maltrattamento e la persecuzione dei difensori dei diritti
umani, tra cui giornalisti e avvocati; la censura in Internet.
La repressione nei confronti di difensori dei diritti umani, giornalisti e avvocati si è andata
intensificando proprio a causa del fatto che Pechino sta ospitando le Olimpiadi. Le autorità si sono
impegnate ancora di più a soffocare le voci di dissenso, per offrire al mondo esterno un’immagine di
“stabilità” e “armonia”. Ciò ha causato la detenzione e l’imprigionamento di coloro che hanno cercato
di attirare l’attenzione sull’altro lato dell’immagine, che riguarda le violazioni dei diritti umani compiute
durante la preparazione dei Giochi.
I tribunali cinesi continuano a infliggere e a eseguire condanne a morte nei confronti di migliaia di
persone ogni anno. Le persone accusate di reati punibili con la pena di morte non ricevono processi
equi in linea con gli standard internazionali dei diritti umani.
Le autorità cinesi continuano a fare affidamento su forme illegali di detenzione amministrativa per
perseguire un ampio gruppo di “crimini” tra cui, in molti casi, manifestazioni pacifiche e attività in
favore dei diritti umani. La polizia gode di un potere assoluto e può imporre pene senza accusa,
processo o revisione giudiziaria. I riformisti cinesi chiedono da tempo che tali sistemi siano
significativamente modificati o aboliti, in quanto violano il diritto a un giusto processo e le norme sui
processi equi del Patto sui diritti civili e politici che la Cina ha sottoscritto e, stando a quanto ha
dichiarato, intende ratificare. L’uso di questi sistemi non rispetta inoltre la nozione di “dignità umana”
contenuta nella Carta olimpica.
Con l’approssimarsi delle Olimpiadi, i difensori dei diritti umani che hanno tentato di diffondere
informazioni sulle violazioni, di affrontate temi sensibili o di raccogliere consenso intorno alla loro
causa hanno subito e rischiato di subire violazioni dei diritti umani. Coloro che hanno messo in
relazione i diritti umani e le Olimpiadi sono stati presi particolarmente di mira, soprattutto durante la
“pulizia” in vista delle Olimpiadi. La polizia ha inoltre fatto ricorso a forme di controllo, sorveglianza e
detenzione arbitraria contro i familiari degli attivisti, nell’evidente tentativo di esercitare maggiore
pressione su questi ultimi. Tali metodi hanno spesso violato le procedure penali cinesi così come gli
standard internazionali sui diritti umani.
Dati gli attuali livelli di censura e controllo dei mezzi d’informazione in Cina, tuttavia, rimane la
preoccupazione che le autorità potranno bloccare la diffusione di qualsiasi cosa considerata riservata
o inappropriata durante i Giochi olimpici. Nonostante l’introduzione di nuove disposizioni per la stampa
estera, che aumentano la libertà di riportare notizie dalla Cina, i giornalisti stranieri continuano a
segnalare di essere stati bloccati od ostacolati nel condurre interviste. Il Circolo della stampa estera di
Pechino ha documentato circa 180 episodi del genere nel 2007. A luglio 2008, questi erano saliti a
230, compresi 40 casi avvenuti a marzo, a seguito delle proteste, in Tibet e più di 12 dopo il terremoto
di maggio nel Sichuan.
Add comment Agosto 5, 2008
Un regalo alla maggioranza
Nei giorni scorsi Di Pietro & Co. hanno fatto un regalo inimmaginabile a Silvio Berlusconi e alla maggioranza.
Hanno indetto una manifestazione contro il tentativo, da parte del Governo, di approvare le norme riguardo l’immunità delle più alte cariche dello Stato ( Lodo Alfano ) e della sospensione dei processi ( la blocca-processi ).
Fino qui niente di deprecabile, anzi, a mio parere, il diritto di manifestare il proprio pensiero è un elemento SACROSANTO per ognuno di noi. Il problema è sorto quando alla manifestazione , il tenace leader dell’Idv, ha deciso di invitare il capo indiscusso dell’anti-politica, Beppe Grillo.
I giornali hanno iniziato a parlare di un ritorno in piazza dei “girotondi”, adirati nei confronti delle nuove mosse del “Caimano”, e, a questo punto, analizziamo la situazione insieme :
- Nel 2002 il leader, dei tanti movimenti di piazza, era Nanni Moretti, che in maniera molto concisa e diretta, cercò di svegliare i dirigenti dell’allora centrosinistra. Le sue erano critiche, a volte anche brutali, ma rimanevano sempre contestazioni politiche.
- Ieri il capo incontestabile è stato Grillo. Egli non ha fatto altro che insultare, una volta Veltroni un’altra Napolitano, dimostrando in pieno la sua volgarità e la sua grossa dote di populismo. Tanto per non abbassare i toni, già eccessivamente alti, della manifestazione, a coadiuvarlo, nella sua recita di slogan populisti, è arrivata Sabina Guzzanti. Quest’ultima, eccezionale attrice satirica, ha ben visto di attaccare Papa Ratzinger, cadendo, purtroppo, in una volgarità di basso livello.
A questo punto mi sorgono spontanee delle domande :
-
- Questa è la gloriosa manifestazione di cui Di Pietro e Flores vanno dicendo?
- Questo è il tipo di opposizione che l’elettorato del PD desidera?
- Di Pietro, e tutti coloro che hanno organizzato l’evento, non credono di aver fatto un regalo al premier Berlusconi ed alla maggioranza, consegnando loro la possibilità di passare, agli occhi dell’elettorato, come martiri degli insulti e come paladini del rispetto verso la più alta carica istituzionale, ovvero di Napolitano??
L’incapacità di separare Berlusconi da Napolitano evidenzia quanto siano immaturi coloro che pretendono di guidare i processi politici del paese.
In conclusione io ritengo che questo miscuglio tra, l’anti-politica populista di Grillo, l’essere “duri e puri” di Di Pietro ( che poi appoggia, in Parlamento, il Governo sul reato di immigrazione clandestina…alla faccia della coerenza!! ) e le offese di Flores d’Arcais al Presidente della Repubblica, non sia assolutamente efficace per battere in futuro la compagine di destra. Per tal motivo mi aspetto un’opposizione, sì ferrea e concreta, ma allo stesso tempo costruttiva, che non perda mai di vista l’interesse del Paese.
Riccardo Trallori
Add comment Luglio 30, 2008
Le circoscrizioni pistoiesi fra passato e futuro.
La finanziaria 2008, nell’intento di ridurre le spese per la Pubblica Amministrazione, anche nel caso di Pistoia prevede l’abolizione delle tre Circoscrizioni comunali,che furono istituite allo scopo di avvicinare le istituzioni ai cittadini dopo la “rivoluzionaria” stagione successiva al Sessantotto. Prima di abbandonarle ad un destino ormai segnato, non appare un esercizio accademico domandarsi se a Pistoia sia veramente necessario abolire le Circoscrizioni, per dare un po’ di sollievo al sofferente bilancio comunale, o sia più opportuno intervenire nell’intera macchina comunale con modifiche sostanziali che esaltino le funzioni decentrate, senza tuttavia incidere sulla spesa corrente e sui costi della politica .
Per trovare la risposta, è utile innanzitutto risalire all’origine delle Circoscrizioni e ricostruirne, sia pure brevemente, la storia. Nel biennio 1969-1970 si diffusero sul territorio comunale molteplici Comitati di Zona e di Quartiere, che divennero sedi di incontro e discussioni sui temi più svariati, dove si spaziava dalla guerra del Vietnam, alla crisi petrolifera, dalle scuole dell’infanzia, all’illuminazione del quartiere. Si trattava di organismi spontanei, che non avevano canali diretti con l’Amministrazione, ma che in breve sarebbero divenuti interlocutori dell’Amministrazione, fino a divenire una componente dell’Ente locale.
Nel 1976 una legge nazionale varò le Circoscrizioni, organismi di decentramento di funzioni e poteri dei Comuni, con l’intento di garantire l’ascolto e il coinvolgimento dei cittadini e di offrire sedi istituzionali di prossimità, in cui i cittadini potessero trovare risposte rapide e servizi adeguati ai loro bisogni e alle loro aspettative. Le 10 Circoscrizioni del 1976 furono successivamente ridotte a 6 (nel 1984) e a 3 nel 2001, con forti differenziazioni territoriali e sociali all’interno di ciascuna e con un progressivo allentamento dei legami tra organismi circoscrizionali e cittadini.
A conti fatti, soltanto il 50% delle deleghe previste dal regolamento comunale del 2001 è stato realmente attribuito alle Circoscrizioni: quelle de facto riguardano gli interventi di manutenzione ordinaria, come la potatura del verde e la riparazione degli impianti sportivi o degli edifici pubblici, mentre le deleghe più complesse, relative ai servizi sociali, agli appalti pubblici o alle concessioni edilizie, sono rimaste sotto l’egida del potere centrale. La partecipazione è stata inoltre realizzata in forme che hanno è favorito il contributo dei più “esperti”, o dei più fedeli alla linea dell’Amministrazione, rispetto alla reale partecipazione della popolazione. Ciò ha avuto come conseguenza la nascita di alcuni Comitati spontanei, del genere nimby, critici o oppositivi nei confronti del Governo della città.
Oramai la pubblica opinione, influenzata dall’”antipolitica”, considera i consigli Circoscrizionali emanazioni dell’apparato partitico e quindi un peso aggiuntivo e superfluo rispetto ai costi sostenuti per il Consiglio e per la Giunta comunale. Per chi non disponga di dati tecnici per misurare le realizzazioni complessive del mandato amministrativo delle Circoscrizioni, non è facile esprimere una valutazione oggettiva in relazione ai parametri di economicità, efficienza ed efficacia; non esistono inoltre a Pistoia, sia a livello comunale che circoscrizionale, parametri e procedure attraverso cui sia possibile evidenziare le criticità e i punti di forza dell’azione amministrativa.
La constatazione dei limitati ambiti dell’azione svolta dalle Circoscrizioni e della ridotta possibilità di partecipazione ai processi decisionali per i cittadini, a fronte dell’ aumento delle indennità per i membri dell’organismo politico, offre una risposta al quesito se sia giustificabile l’esistenza delle Circoscrizioni, o se, nell’ottica di ridurre i costi della politica e di migliorare il funzionamento della macchina amministrativa, le Circoscrizioni debbano ridursi ad emanazioni di un Comune decentrato e polifunzionale, erogatore sul territorio di servizi amministrativi e sociali, interfaccia di un’Amministrazione centrale con compiti prevalentemente di indirizzo, pianificazione e controllo.
La soppressione delle Circoscrizioni, prevista dalla Finanziaria 2008, lascia tuttavia irrisolte l’esigenza del decentramento politico, in un Comune di vaste dimensioni quale quello pistoiese, e la richiesta, da parte delle comunità locali, di continuare a confrontarsi con i propri “eletti” su problemi che le riguardano direttamente, anziché con i tecnici di Palazzo, espressione di un Comune decentrato e polifunzionale.
Per concludere, chi scrive ritiene che le Circoscrizioni dovrebbero continuare ad esistere a condizione che se ne rivedano le modalità organizzative e di funzionamento. In particolare, occorrerebbe:
- ridefinire le deleghe, i poteri e le forme di finanziamento;
- adeguare il bilancio comunale al dettato delle deleghe, in particolare in materia di assistenza sociale, manutenzione delle strutture pubbliche e polizia municipale;
- dotare le Circoscrizioni di strumenti che facilitino la valutazione dell’attività politico-amministrativa decentrata, con l’analisi del rapporto fra costi e benefici e con la verifica della “customer satisfaction”;
- rendere indipendente la Circoscrizione dalla sfera politica e burocratica del Comune, con l’elezione del Consiglio e dei Presidenti su liste e con criteri indipendenti dal Consiglio e dalla Giunta Comunale.
- utilizzare tutti gli strumenti e le procedure indicati dalla recente legge regionale per la promozione della partecipazione, al fine di creare una forte discontinuità con il modello imposto da un’amministrazione usa ad assumere le decisioni e a comunicarle ai cittadini a cose fatte.
Alessandro Bruschi
Add comment Luglio 28, 2008
Lavoro: è bello essere flessibili
Benvenuti nel fantastico mondo del precariato. Fantastico perchè, come in uno spettacolo di magia, il lavoro ora c’è, ora non c’è più, poi di nuovo forse appare, ma come la monetina fra le mani dell’illusionista, all’improvviso scompare. E’ questo un mondo dove la dimensione temporale si contrae, perchè i contratti, quando ci sono, hanno una durata piuttosto irrisoria. Annuali, semestrali, trimestrali, mensili, tutti rinnovabili, ma anche no. E allora si vive alla giornata, senza progetti, carpe diem, tempus fugit, horae volant.
Questa precarietà viene oggi associata alla famosa legge Biagi, dal nome del giuslavorista, assassinato dalle Brigate Rosse, che contribuì alla sua stesura. In realtà però la legge Biagi, o legge 30, è una legge delega al Governo ed è per cui sbagliato attribuire ad essa la regolamentazione del mercato del lavoro, cosa che invece fa il D. Lgs. n. 276 del 2003. L’ intento iniziale della legge 30 era quello di creare quel genere di flessibilità tanto richiesta dal mercato e di cui oggi si sente tanto parlare. Peccato che a tale flessibilità nessuno abbia pensato a far corrispondere degli stipendi idonei per chi lavora senza una garanzia di continuità, degli ammortizzatori sociali per chi rimane senza lavoro, un adeguato sviluppo delle attività produttive che incrementasse la possibilità di trovare un lavoro. C’è poi il problema del lavoro nero, che sembra irrisolvibile e che ti fa rimpiangere anche il peggiore dei contratti.
Ho 27 anni, prossima alla laurea, lavoro da quando ne ho 20. Ho fatto talmente tanti lavori che sarà un problema elencarli e so bene cosa vuol dire essere flessibile. Sono flessibile come un giunco, come un maestro di yoga, come una gomma da masticare. Sono stata barista e cuoca per un anno in un pub, ma avevo un contratto di apprendista commessa part-time. Lavoravo 7 ore giornaliere ma ero assicurata per 4. Ho fatto la cameriera e la barista a nero per 5 euro l’ora: aprivo e chiudevo il bar, servivo i clienti, pulivo, gestivo la cassa e portavo a casa l’incasso, ma se fosse un giorno arrivata la finanza per un controllo sarei dovuta scomparire e lasciare il bar incustodito con un grosso cartello sul bancone con la scritta self-service. Sono stata una telefonista. Vendevo corsi d’inglese e d’informatica. Mi pagavano a cottimo. Guadagnavo solo se vendevo. Il che significa che potevo lavorare per tre ore facendo 50 telefonate e non guadagnare un euro, magari prendendomi anche qualche vaffa dalle persone. Ho fatto volantinaggio. Sotto il sole con lo zaino carico di volantini camminavo per sette ore al giorno. Contratto a chiamata (oggi grazie a Dio non esistono più). Sono stata cuoca in una rosticceria. Contratto a quattro ore, ne lavoravo quasi sempre 5.
Raramente mi è stata pagata quell’ora in più, ma che vuoi farci? Se vuoi lavorare un pochino devi pure adattarti…Ho fatto la porta-ghiaccio (non vi sto a descrivere in cosa consiste), il consulente amministrativo in un golf-club, l’addetta stampa, etc… Fino ad oggi non sono riuscita a mettere da parte niente. Non posso comprarmi una casa perchè senza un lavoro fisso non puoi aprire un mutuo. Non mi sono comprata una macchina perchè, sempre per gli stessi motivi, un finanziamento me lo posso pure scordare. Ho versato due spiccioli all’Inps e non voglio proprio immaginare quanto dovrò lavorare per poter un giorno avere una pensione decente. Famiglia e figli? Forse un giorno. Se non avrò abbastanza soldi li educherò ad essere flessibili. Ma io non mi demoralizzo. Vado avanti e mi adatto ad ogni situazione. E’ bello essere flessibili.
Add comment Luglio 24, 2008
Post - it
Con la festa di Generazione Democratica Pistoia, tenutasi a Chiesina Uzzanese, è iniziata la diffusione del nostro giornalino: Post - it. Da oggi verranno pubblicati sul blog gli articoli scritti dai ragazzi di GDP. Per chi fosse interessato ad avere i file del giornale per stamparli e diffornderli, mi contatti via email a questo indirizzo:giovani@pdpistoia.it .
Non solo un post-it
Su un post – it scriviamo spesso appunti, idee, impegni, cose da ricordare…E poi lo mettiamo su un libro, su un mobile, sul cruscotto della macchina. Un post – it serve per fermare un momento, un pensiero e magari per proiettarci verso impegni futuri.Il nostro “post – it” ha dimensioni maggiori di quelli tradizionali (e non è adesivo!) ma ha la stessa funzione. In queste poche pagine infatti vogliamo dirti cosa pensano e cosa vogliono i ragazzi e le ragazze di Generazione Democratica a Pistoia.
“Generazione Democratica” perché siamo un gruppo di giovani che, impegnati come te ogni giorno nel lavoro, nello studio, nello sport, nel volontariato e in tanto altro, abbiamo scelto di dedicare parte del nostro tempo, del nostro impegno, della nostra passione, del nostro entusiasmo al Partito Democratico.Il PD è un partito giovane, visto che non ha neanche un anno di vita.E’ un partito che è stato fondato da tre milioni e mezzo di persone e tra queste molti erano i giovani.Perché, in un periodo in cui imperversava la cosiddetta “antipolitica”, così tanta gente si è recata ai seggi delle primarie del PD?Io ho provato a dare una risposta sintetica: perché tutti avevano una grande voglia di cambiamento.
Un cambiamento vero, profondo, alla radice sia della politica sia del modo di governare questo Paese. Ecco perché noi ragazzi e ragazze di “Generazione Democratica” ci sentiamo protagonisti dentro questo partito: perché crediamo che il cambiamento che la gente ci chiede passi anche da una forte presenza giovanile nel Pd, dalle nostre idee, dalla nostra voglia di fare e di esserci.La nostra è una sfida ovviamente aperta, visto che solo da pochi mesi abbiamo iniziato la nostra attività.Un obiettivo così ambizioso non possiamo raggiungerlo da soli, ma serve anche il tuo contributo.Precariato, scuola e formazione, politiche giovanili, imprenditoria giovanile sembrano temi che per il governo della destra non esistono più, invece rimangono attuali e spesso irrisolti.Ecco perché cambiare si deve. Con il Pd adesso si può.
Per questo nasce “Generazione Democratica”. Perché ogni cambiamento, vero e profondo, passa dal nostro entusiasmo e dal nostro impegno personale.
Ti aspettiamo!
Marco Niccolai
Esecutivo provinciale PD
Resp. Fase Costituente “Generazione Democratica”
Add comment Luglio 21, 2008
Nucleare
Il ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, ha annunciato, nei giorni scorsi, che entro questa legislatura sarà posta la prima pietra per la costruzione nel nostro paese di un gruppo di centrali nucleari di nuova generazione. Ma per riportare il nucleare in Italia ci vorrà, probabilmente, più tempo e fatica, se davvero si punta a decisioni condivise dalle forze d’opposizione.
La tecnologia nucleare ha, infatti, compiuto considerevoli passi nella direzione della sicurezza e i quasi 160 impianti attivi in Europa dimostrano che con l’atomo si può convivere . La sensibilità degli italiani è cambiata e la contarietà all’atomo per ragioni ideologiche sta lasciando spazio ad atteggiamenti più possibilisti. Certamente l’impennata del prezzo del greggio ha svolto un ruolo determinante nel condizionare le valutazioni e le attese dell’opinione pubblica. Oggi, alcuni tecnici assicurano che possono bastare cinque anni per realizzare una centrale, ma altri specialisti ipotizzano un tempo assai più lungo; mentre non va dimenticato che nel frattempo dovrà essere affrontato e risolto il problema della collocazione delle scorie.
1 comment Luglio 16, 2008
Picierno: “Da Meloni solo demagogia, governo taglia risorse a politiche giovalili”

“Apprezziamo le parole e le buone intenzioni del Ministro Meloni, ma non possiamo evitare di dire che il suo discorso stride decisamente con i tagli allo sport e alle politiche giovanili contenuti nel decreto governativo del 25 giugno scorso”: lo dichiara Pina Picierno, deputata del Pd e Ministro ombra per le politiche giovanili.
“Il nostro Paese, e i giovani in maniera particolare, è stanco delle parole e delle promesse. I ragazzi hanno bisogno di fatti, di progetti concreti, mentre questo governo, al di là delle buone intenzioni, fino a questo momento non ha fatto altro che tagliare risorse alle politiche giovanili. Nel decreto governativo del 25 giugno, infatti, figurano tagli a giovani e sport di oltre 127 milioni di euro per il 2009, di oltre 140 milioni per il 2010 e di quasi 110 milioni per il 2011. Di fronte a questi numeri, il discorso del ministro Meloni, seppur condivisibile in alcuni passaggi, appare francamente pura demagogia”.
Add comment Luglio 14, 2008
Scadenze e appuntamenti
Dopo la riunione di ieri sera tenutasi a Montecatini Terme, sono state fissate alcune scadenze e appuntamenti per calendarizzare i lavori dei vari Gruppi.
Gruppo Iniziative
18/07/2008 a Chiesina Uzzanese si terrà la prima iniziativa dei Giovani Democratici di Pistoia. Info su http://gdpistoia.wordpress.com/.
Referente Carlo Cortesi
Gruppo Feste del PD
Entro breve inizieranno le feste del PD, sia provinciali che comunali, per questo è utile capire le nostre disponibilità per creare, al loro interno, un nostro spazio.
Referente Manuel Innocenti: manuillo@tin.it
Gruppo Comunicazione
Lunedì 14 luglio è fissata la stampa del Giornalino, entro questa data dovranno pervenire gli articoli per far fronte alla impaginazione.
Referente Davide Petrini: dav.petrini@gmail.com oppure giovani@pdpistoia.it
Add comment Luglio 10, 2008
Generazione Democratica in Festa
Prima iniziativa dei Giovani Democratici di Pistoia.
Clicca stampa e diffondi il volantino
Volantino
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Add comment Luglio 9, 2008


